Genoa (Zenà)

Carige Assicurazione

In Vendita                                                                                                         Venduta

Comunicato  dell Amministratore Delegato

 

SIGLATO L’ACCORDO PER L’ACQUISIZIONE DELLE COMPAGNIE DA PARTE DI APOLLO GLOBAL MANAGEMENT

Cari Agenti, cari Colleghi,
Primavera Holdings, Società controllata dai fondi di investimento gestiti da Apollo Global Management, ha
siglato un accordo con Banca Carige per l’operazione di acquisizione di Carige Assicurazioni S.p.A. e Carige
Vita Nuova S.p.A.; tale intesa prevede anche la realizzazione di una partnership di lungo periodo tra le due
Compagnie e la Banca per la distribuzione di prodotti assicurativi dei rami vita e danni.
La firma dell’operazione è appena avvenuta, mentre la chiusura dell’accordo, con il relativo passaggio
azionario, in ragione delle tempistiche autorizzative delle competenti Autorità, avverrà presumibilmente
nel primo trimestre 2015.
Il nostro futuro Azionista Apollo, è una delle principali Società di investimento a livello mondiale; fondata
nel 1990, con asset gestiti pari a circa 168 miliardi di Dollari, 790 dipendenti e 10 sedi collocate in diverse
parti del mondo. Ha investimenti diversificati in vari settori con una importante storia di successo in ambito
finanziario e nello specifico in quello assicurativo. Nell’ambito dei suoi fondi di private equity ha anche
importanti investimenti ed esperienze nel settore creditizio ed immobiliare.
Le sue linee guida si ispirano a principi di forte orientamento alla creazione di valore, ricerca di opportunità
nei diversi cicli di mercato basandosi su una piattaforma integrata trasversale sulle diverse classi di
investimento e sulle diverse aree geografiche, il tutto sfruttando una approfondita conoscenza dei settori
industriali in cui opera. Apollo è presente con aziende in diversi settori, oltre a quello Finanziario, come ad
esempio nel settore della Chimica, del Packaging, della Siderurgia e delle Trasmissioni.
Il settore assicurativo è un’area di focus strategico per Apollo ed i suoi più recenti investimenti nel settore
riguardano:

• ATHENE HOLDING LTD, Compagnia Vita focalizzata principalmente nel settore pensionistico.
Fondata da Apollo nel 2009, Athene è oggi il terzo più grande operatore nel mercato delle rendite
negli Stati Uniti con 595.000 assicurati, 25.000 Agenti e 59 miliardi di dollari di attivi con oltre 5
miliardi di dollari di capitale.
• BRIT, Compagnia assicurativa e riassicurativa leader nel mercato globale dei rischi complessi. È
prevalentemente presente sui Lloyd’s di Londra, operando nel mercato delle coperture
specialistiche globali, con presenza significativa nel mercato americano ed internazionale. Brit è
stata acquisita da Apollo nel 2011 ed è stata quotata alla borsa di Londra nel 2013. Apollo rimane
azionista di riferimento .
• CATALINA HOLDINGS, Compagnia leader specializzata nella gestione di portafogli danni e
compagnie riassicurative in run-off
• TRANQUILLIDADE, la seconda compagnia danni per dimensioni nel mercato portoghese focalizzata
sul business auto e Retail non auto.
Attraverso importanti investimenti realizzati attraverso i suoi fondi nel settore assicurativo, Apollo ha
costruito anche positivi rapporti con gli organi di controllo in molteplici paesi.
È mio profondo convincimento che Apollo costituisce un partner importante per lo sviluppo del nostro
business e fornirà un concreto valore aggiunto attraverso le sue competenze per supportarci nella nostra
crescita e nella creazione di valore per l’Impresa e per tutti coloro che ci lavorano, direttamente o
indirettamente. È consuetudine di Apollo operare secondo criteri di riconoscimento dell’autonomia del
management attraverso la delega del potere decisionale necessario a gestire efficacemente il business,
mantenendo la supervisione ma supportando comunque il management nella definizione della strategia
dell’azienda e contribuendo alla concreta esecuzione della stessa, garantendo alla Compagnia il supporto di
capitale necessario allo sviluppo del business, offrendo alla Compagnia la sua qualificata esperienza e le sue
storiche relazioni all’interno della comunità finanziaria per consentire la più efficiente gestione degli
investimenti.
Voglio in conclusione sottolineare che l’investimento significativo che Apollo ha realizzato è quindi un
segno di grande fiducia da parte di un importante investitore internazionale verso il nostro Gruppo
Assicurativo e la sua realtà industriale. Apollo crede nel nostro modello di business, nella nostra struttura
organizzativa e nelle potenzialità delle nostre Compagnie e della nostra rete distributiva, sostenendo la
nostra strategia di crescita e sviluppo profittevole.
E’ una nuova sfida quella che ci attende; sana sicura che questa verrà raccolta da tutti vai con lo stessa
serietà e professionalità che ha potuta riscontrare in questi anni di lavora insieme. Sicura quindi che
questa Gruppo sarà capace di raggiungere tutti i risultati che il futura Azionista ci chiede, augura a tutti
vai un buon lavoro.

Banchieri Genovese – Il contadino e il diavolo

IL SECOLO XIX (del 25 Settembre 2014)

«Sono molto provato da questi quattro mesi, questo non è il momento di parlare.
La verità è che oggi non ho un posto dove andare.
Non vedo l’ora di tornare alla mia campagna
Sono solo un contadino in fondo e questo nel bene e nel male è la mia forza e la mia condanna.»

Foto Anabela Rijo

C’ era una volta un contadino molto furbo.

C’era una volta, in un paese lontano, un contadino molto furbo. Tutti in paese raccontavano delle storie su di lui, ma la più bella era quella del diavolo.
Un giorno, finito il lavoro nei campi, il contadino stava per tornare a casa, quando si accorse di una cosa strana: proprio in mezzo al suo campo, seduto sopra una monta getta di carboni ardenti, se ne stava un diavoletto.
-“Scommetto che sei seduto sopra un tesoro” disse il contadino al diavoletto
-“Certo” gli rispose questi “qui sotto ci sono tantissime monete d’oro.
-“Visto che quel tesoro è sepolto nella mia terra, è mio!” affermò il contadino
-“D’accordo, sarà tuo condizione, però, che per due anni mi darai la metà del tuo accolto.
-“Va bene”, rispose felice il contadino “ti darò la metà di tutto ciò che cresce sopra il mio terreno. Ti va bene il patto?”
Il diavolo sicuro di aver fatto un buon affare si fregò le mani felice; non sapeva, però, che il contadino aveva seminato nel suo campo CAROTE-
Passò il tempo ed arrivò il momento del raccolto, ma quando il diavoletto entrò nel campo per impossessarsi di ciò che gli spettava, trovò solo delle foglie gialle. Si rivolse al furbo contadino, che rideva sotto i baffi, e gli disse:
-“Va bene, per questa volta è andata così… ma la prossima volta sarà tuo quello che cresce sopra e mio tutto quello che cresce sotto il campo. Ti va bene?”
-“Benissimo!” rispose il vecchio sogghignando
Al momento della semina , il contadino non piantò carote ma grano. Appena le spighe furono mature le tagliò tutte in modo da non lasciare traccia del raccolto
Quando il diavoletto prese a scavare nella terra per cercare ol suo raccolto non trovò che poche radici secche. Tutto rosso dalla rabbia, scappò via e si rifugiò in un crepaccio non lontano da lì.
Il contadino non riuscì a trattenere una grassa risata e gli gridò dietro:
-“Addio, e non dimenticare che il contadino la sa più lunga del diavolo!” e se ne andò a scavare il tesoro che si era saputo guadagnare.

Progressione o Regressione – 100 Anni Fa

Genova 1914

Il Telfer. Sullo sfondo, il molo Giano.

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Inaugurazione 1914

Chiusura 1918

Lunghezza 2,227 km

Numero stazioni 2

Mappa del tracciato

Telfer o Telfere elettrico era la linea ferroviaria monorotaia del tipo “a sella” costruita a Genova nel 1914, la prima di questo genere realizzata in Italia.

Il Telfer alla stazione conclusiva in prossimità dell’Esposizione

L’impianto fu studiato Bellani, Bonazzoli & C. e poi costruito costruito dalla Società anonima Antonio Badoni, in occasione dell’Esposizione internazionale di marina e igiene marinara, per collegare l’area di piazza di Francia (ovvero la parte sud-est dell’attuale piazza della Vittoria) al molo Giano del porto, in prossimità della nuova Capitaneria di Porto. Alla stazione di arrivo era presente anche un ristorante. La monorotaia era gestita dall’UITE (Società Unione Italiana Tramways Elettrici).

Il progetto era stato studiato per collegare Milano con la zona residenziale di Milanino, a circa 8 km dalla città, ma il progetto non ebbe seguito. Nel 1914 fu ripreso in considerazione dal Comitato per l’Esposizione internazionale di Genova, e qui costruito.

La monorotaia fu inaugurata il 18 giugno 1914, ebbe un notevole successo per tutta la durata dell’esposizione, poi venne modificata per il trasporto merci, in particolare carbone, dal porto agli stabilimenti posti lungo il Bisagno. La linea funzionò ancora per tutto il periodo bellico poi fu smantellata nel 1918.

Formata da un convoglio navetta simmetrico, corrente in sede propria formata da una trave sollevata da terra, con una rotaia di corsa alla sommità e due laterali per appoggio e guida. Per i cavalletti, relativamente piccoli e leggeri, si aveva un esteso impiego del cemento armato. la grande innovazione tecnica di quegli anni. La trave di appoggio aveva una sezione a T rovesciato, larghezza alla base 0,85 m ed altezza 1.90 m, alla sommità era fissata su longherine in quercia la rotaia Vignoles da 36 kg/m, poco sotto un ferro ad U su isolatori in vetro per l’alimentazione elettrica, lungo gli spigoli inferiori due guide per le ruote orrizzontali, ricavate da barre a L. Ogni tronco aveva la lunghezza di 60 m, suddiviso in quattro campate diseguali (13,25 m le esterne e 16,75 m le interne), era sostenuto da cinque cavalletti, di cui quello centrale rinforzato, con quattro gambe contro le due degli altri.

Il Telfer in moto presso la stazione di piazza di Francia

I veicoli posti a cavallo della trave e appoggiati su ruote centrali a doppio bordino, avevano cofani interni alti circa un metro per coprire le ruote alle estremità ed appendici laterali prolungate in basso per i rulli di guida.

I sedili era posti in quattro file longitudinali, due per lato, sovrapposte a gradinata, con la spalliera all’interno, i posti a sedere erano 38, in piedi 12 e si potevano ribaltare i sedili ottenendo 80 posti tutti in piedi. Porte di accesso tre per lato. Il locomotore aveva quattro ruote, tutte motrici, del diametro di 700 mm, ciascuna collegata ad un motore AEG -Thomson Houston da 40 HP a 500 V, regolazione mediante controller come i tram. Il freno era ad aria compressa a doppio ceppo per ogni ruota. In caso di guasto o mancanza di energia era previsto lo spostamento a mano, quattro uomini innestando manovelle con trasmissione ridotta agente su due ruote motrici, potevano spostare il treno sino in stazione. Il manovratore dalla cabina di guida centrale (il locomotore era posto in centro al convoglio, con due vagoni per parte) poteva vedere solo sporgendosi lateralmente, per questo motivo erano posti dispositivi di sicurezza automatici per l’arresto del treno in stazione. L’intero convoglio a pieno carico, portava circa 350 persone e pesava 80 tonnellate. Tutto il materiale rotabile era stato costruito dalla Carminati & Toselli di Milano.

Il Telfer in moto nel tratto di corso Aurelio Saffi

Il Telfer collegava la zona di piazza di Francia (attualmente estremità sud-est di piazza della Vittoria) col molo Giano: partendo in prossimità del ponte Bezzecca, traversava obliquamente con una campata di 28 m il corso Aurelio Saffi, poi seguiva in rettilineo via del Feritore lungo il torrenteBisagno, tenendosi adiacente al muraglione di sostegno del corso. Raggiunto il mare, la linea girava ad ovest e proseguiva sulla scogliera, sempre seguendo il muraglione; passava davanti a bagni popolari della Strega, poi con un’ampia curva si avvicinava all’antica batteria della Stella, che attraversava a raso entrando ed uscendo da finetroni allargati. Si proseguiva poi in rettilineo, tagliando in viadotto lo specchio d’acqua davanti ai bagni della Cava, per giungere alla base del molo Giano; con una stretta curva di appena 50 metri di raggio il Telfer si inseriva sul bordo esterno del muraglione, lo percorreva per circa 370 m per giungere sino alla stazione terminale in prossimità della torre dei piloti. L’intera tratta era lunga 2,227 km, con altezza media dal terreno di 4 metri, eccetto il breve tratto sul molo Giano, che era realizzato in legno, tutta la trave era in cemento armato appoggiato su 72 cavalletti  di cui un terzo in mare, il percorso veniva compiuto alla velocità di 20-30 km/h, in circa sette minuti. Il treno viaggiava ogni mezz’ora dalla 9:00 alle 24:00, biglietto di corsa semplice 1,00 lira (circa 3,70 euro attuali), andata e ritorno 1,50 lire (circa 5,50 euro attuali), riduzioni per azionisti, militari, ragazzi e comitive.

 

Bibliografia

Lorenzo Bortolin, TELFER, la monorotaia di Genova, in I Treni Oggi, n. 16 (gennaio 1982).
Cornolò Ogliari, Si viaggia anche … così, Milano, Arcipelago edizioni, 2002, ISBN 88-7695-228-4.
Stefano Percivale (da un progetto di), Genova com’era Genova com’è, Genova, Fratelli Frilli Editori, 2008.
Franco Rebagliati, Franco Dell’Amico, Giovanni Gallotti e Magno Di Murro, Il Telfer, in In tram da Savona a Vado 1912-1948, L. Editrice, 2012, pp. 68-71, ISBN 978-88-95955-73-5.

Piazza of Perfect Love

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This legend is well suited to the old streets full of history where there is also the square of the love perfect (but also the perfect alley-love).
The story goes that way back  in the summer of 1502 King Louis XII of France arrived in Genoa. His mission was to convince the Doges and noble to help in the fight against Spain. The first rollo had not yet been prepared, but perhaps a similar form of hospitality was already present.
The King during a reception he met with Thomasine which it was love at first sight. King Louis and Tomasina spent the whole night dancing, throwing glances filled with desire. Among them, however, there was only this, because the next morning the king had to leave.
Thomasine was upset by the pain of love so far is locked up in the house for no more out. The months passed, years passed and Thomasine was always there to destroy love for his king.
Hoping somehow to free her from the prison of pain in which he was locked up, the nurse Tomasina gave the false news of the death of Louis XII; it was then that tragedy happened: the heart of Thomasine not had the strength to stand up to a nozia so tragic.
Tomasina died.
When the King returned to Genoa, this time from the enemy, he wanted to go to see the house where Thomasine spent his last moments, and turning his eyes toward one of the windows of the house said, “It could have been a perfect love.”

This is the name that the square still has today.

La leggenda del nome di Piazza dell’Amor perfetto

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Questa leggenda si adatta bene ai vecchi vicoli pieni di storia dove si trova anche la piazzetta dell’amor perfetto (ma anche il vicolo dell’amor perfetto!).
Si narra che nell’estate del lontano 1502 il re di Francia Luigi XII giunse a Genova. La sua missione era di convincere dogi e nobili ad aiutarlo nella lotta contro la Spagna. Il primo rollo non era ancora stato redatto, ma forse una forma simile di ospitalità era già presente.
Il Re durante un ricevimento conobbe Tommasina con cui fu amore a prima vista. Re Luigi e Tomasina trascorsero l’intera serata a ballare, lanciandosi sguardi pieni di desiderio. Tra loro però ci fu solo questo, perchè il mattino successivo il re dovette ripartire.
Tommasina era sconvolta dal dolore dell’amore lontano cosicchè si rinchiuse in casa per non uscirne più. Passavano i mesi, trascorsero gli anni e Tommasina era sempre lì, a distruggersi d’amore per il suo Re.
Sperando in qualche modo di liberarla dalla prigione di dolore nella quale si era rinchiusa, la nutrice di Tomasina le diede la falsa notizia dell’imminente morte di Luigi XII; fu allora che accadde la tragedia: il cuore di Tommasina non ebbe la forza di reggere ad una nozia così tragica.
Tomasina morì.
Quando il Re tornò a Genova, questa volta da nemico, volle recarsi a vedere la casa dove Tommasina trascorse i suoi ultimi istanti, e rivolgendo lo sguardo verso una delle finestre della casa disse: “Avrebbe potuto essere un amor perfetto.”

Questo è il nome che quella piazza ha ancora oggi.

Mysteries of Genoa

and The Holy War

and this time the Irish didn’t start it

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The historic centre is an expanse of roofs, towers and homes. Behind every door there are hundreds of stories. If telling the stories of the city meant just memories, legends which are passed down, coincidences and presences, shadows rather than light, the history of Genoa would no longer be the same, but believe it or not, it would still be as real.

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You don’t need to do anything but close your eyes and…imagine.

If every city is the history of who lives there, sea cities are the history of those who come and go. Just like the Knights and the Hospitallers, for whom entrance to the city was prohibited as arms could not be brought inside the city walls. Thousands of pilgrims, survivors of the crusades, men of faith and men of arms met at the crossroads around a huge hospital complex built in 1180 dedicated to San Giovanni di Pré.

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In the Commenda, the Knights were cured and given aid. Today, passing the huge atrium of grey stone, a stone’s throw from Principe railway station, it seems one can still hear the voices of the knights. It is a mysterious space where the spirit of Guglielmo, the monk who had the building constructed, still stirs, as well as those of Caffaro or Benedetto Zaccaria, travellers who passed by Genoa, just like Sephardic Jew Beniamino da Tudela or Arab geographer Al-Idrisi, also protagonists of the crusades, who fought the Genoese or collaborated with them, in Syria and in Palestine, like Balian of Ibelin or Saladin, the sultan who recaptured Jerusalem in 1187.

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Porta di Vacca

Mystery after mystery, Porta di Vacca is found nearby: the theatre of the sad affair of the Vachero family, a very important family lost to the oblivion of a tragic end. In a tiny square near Via del Campo a beautiful and mysterious fountain can be foundIt was 1628 when Giulio Cesare Vachero conspired with the House of Savoy against the powerful Genoese oligarchy which governed the city. In one night they would have sold Genoa to the Savoy monarchy. Everything was planned to the last detail. But betrayal met betrayal and when everything was about to fall, off came his head first. The punishment of the Genoese republic set an example. That is why you read, on the infamous column on the pavement ‘To the memory of the infamous Giulio Cesare Vachero, a truly wicked man who conspired against the Republic. He lost his head, his goods were confiscated, his children exiled, his house demolished and he expiated his crimes’. Today, for those who believe in ghosts, the menacing shadow of the decapitated Giulio Cesare remains, ready to capture the souls of the wicked. The older generations know that there has always been infamy here, long before Giulio Cesare. On that pavement there once stood an ancient pagan temple where blood flowed copiously to celebrate sacrifices and martyrdoms and to appease the wrath of the gods. As night falls and shadows confuse your thoughts, it is easy to get back to reality and find refuge in a good downtown restaurant. The welcoming flavours, the pleasure of stuffed vegetables and Mediterranean fish reject the shadows beyond, back to where they came from.

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And here ends the first story, but another one is about to begin…

Inspired by an article  di   

http://www.laliguriaracconta.it/