Non si uccidono così anche i cavalli?

Ballando ballando

Nella California dei primi anni trenta, nel pieno della grande depressione, è in voga un genere crudele di spettacolo, quello delle maratone di ballo, durante le quali coppie di disperati senza lavoro ballano per giorni interi attratti, ancor prima che dal premio in denaro a chi resisterà di più, dalla semplice possibilità di avere almeno il vitto assicurato per qualche tempo.

A uno di questi spettacoli, organizzato e presentato dall’ambiguo impresario Rocky in una sala da ballo sul molo di Santa Monica, partecipano fra gli altri Gloria, giovane donna sfiorita, già sconfitta dalla vita, Robert, coinvolto suo malgrado mentre passeggiava sulla spiaggia senza meta, entrato nella pista da ballo solo per curiosità e accoppiato proprio con Gloria rimasta senza partner, una coppia di aspiranti attori che comprende l’inglese Alice, in abito da sera e platinata come Jean Harlow, Harry Kline, un uomo in divisa da marinaio, visibilmente più vecchio degli avversari, una ragazza incinta e il marito che vivono passando da un treno merci all’altro.

La gara, iniziata da cento coppie, si prolunga per molti giorni, è un vero e proprio gioco al massacro, che porta i concorrenti fino ai loro limiti fisici e psicologici e al completo esaurimento, al punto da continuare in uno stato di semi-coscienza, sostenendosi l’uno al corpo dell’altro, senza riuscire a riposare davvero durante le brevi pause in uno squallido dormitorio, mentre i pasti vengono consumati direttamente sulla pista da ballo. Rocky sfrutta ogni occasione per ravvivare quello che a Robert dice esplicitamente essere uno spettacolo, non una competizione: organizza numeri musicali più o meno improvvisati, inventa un passato ai concorrenti (fa passare il vecchio lupo di mare per un eroe della Grande Guerra) e soprattutto li costringe ad affrontare delle prove devastanti, i “derby”, dieci minuti di corsa a eliminazione.

Superate ormai le mille ore (oltre quaranta giorni), la coppia Robert-Gloria si divide quando ella crede che egli abbia fatto l’amore con Alice (in realtà non è stato così, anche se egli aveva ceduto con l’abituale passività alle avances della donna): si concede a Rocky, che l’aveva adocchiata fin dall’inizio, e abbandona Robert per il compagno di Alice, ma rimane sola quando questi si ritira dopo aver ottenuto una comparsata in un western Monogram. Il crollo della compagna del marinaio le permette di continuare la gara con lui fino al drammatico derby delle 1200 ore, quando lo trascina letteralmente al traguardo senza rendersi conto che ha avuto un infarto ed è morto. Mentre Rocky nasconde l’accaduto al pubblico, Alice, già psicologicamente molto provata, è sconvolta dalla tragedia a cui ha assistito e ha una violenta crisi nervosa.

 

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