Banchieri Genovese – Il contadino e il diavolo

IL SECOLO XIX (del 25 Settembre 2014)

«Sono molto provato da questi quattro mesi, questo non è il momento di parlare.
La verità è che oggi non ho un posto dove andare.
Non vedo l’ora di tornare alla mia campagna
Sono solo un contadino in fondo e questo nel bene e nel male è la mia forza e la mia condanna.»

Foto Anabela Rijo

C’ era una volta un contadino molto furbo.

C’era una volta, in un paese lontano, un contadino molto furbo. Tutti in paese raccontavano delle storie su di lui, ma la più bella era quella del diavolo.
Un giorno, finito il lavoro nei campi, il contadino stava per tornare a casa, quando si accorse di una cosa strana: proprio in mezzo al suo campo, seduto sopra una monta getta di carboni ardenti, se ne stava un diavoletto.
-“Scommetto che sei seduto sopra un tesoro” disse il contadino al diavoletto
-“Certo” gli rispose questi “qui sotto ci sono tantissime monete d’oro.
-“Visto che quel tesoro è sepolto nella mia terra, è mio!” affermò il contadino
-“D’accordo, sarà tuo condizione, però, che per due anni mi darai la metà del tuo accolto.
-“Va bene”, rispose felice il contadino “ti darò la metà di tutto ciò che cresce sopra il mio terreno. Ti va bene il patto?”
Il diavolo sicuro di aver fatto un buon affare si fregò le mani felice; non sapeva, però, che il contadino aveva seminato nel suo campo CAROTE-
Passò il tempo ed arrivò il momento del raccolto, ma quando il diavoletto entrò nel campo per impossessarsi di ciò che gli spettava, trovò solo delle foglie gialle. Si rivolse al furbo contadino, che rideva sotto i baffi, e gli disse:
-“Va bene, per questa volta è andata così… ma la prossima volta sarà tuo quello che cresce sopra e mio tutto quello che cresce sotto il campo. Ti va bene?”
-“Benissimo!” rispose il vecchio sogghignando
Al momento della semina , il contadino non piantò carote ma grano. Appena le spighe furono mature le tagliò tutte in modo da non lasciare traccia del raccolto
Quando il diavoletto prese a scavare nella terra per cercare ol suo raccolto non trovò che poche radici secche. Tutto rosso dalla rabbia, scappò via e si rifugiò in un crepaccio non lontano da lì.
Il contadino non riuscì a trattenere una grassa risata e gli gridò dietro:
-“Addio, e non dimenticare che il contadino la sa più lunga del diavolo!” e se ne andò a scavare il tesoro che si era saputo guadagnare.

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