Kim Jung Draghi e la restaurazione

Puzza di Golpe

Tommaso Merlo

Draghi non si degna nemmeno di rivolgersi al popolino ma la stampa delle lobby lo difende a spada tratta. Con Conte si strappavano le vesti perché la conferenza stampa era in ritardo di qualche minuto e per le presunte stecche comunicative dell’ex premier. Un’ipocrisia davvero imbarazzante e che conferma come dietro a Draghi vi sia ben altro e cioè un tentativo di restaurazione politica. Draghi è un premier voluto ardentemente dal vecchio sistema che sta provando a riconquistare il potere fin dalla sbornia del 4 marzo. Un vecchio sistema che si è retto per decenni sulla triade lobby economiche, partiti e stampa al seguito e che se l’è spassata finché il popolino non si è messo di traverso. Per tre anni il vecchio sistema si è accanito contro Conte e dopo un lungo lavoro ai fianchi e ben due governi, è riuscito a levarselo dai piedi sostituendolo con un tecnocrate…

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Conte, il salvifico capo del Movimento

Tommaso Merlo

Si sa ancora molto poco ma echeggiano già le grida di giubilo. Giuseppe Conte starebbe per diventare capo politico del Movimento. Pare lo riformerà. Non si sa in che senso e per far cosa, ma c’è già chi esulta. Evviva, arriva il Salvatore della Patria pentastellata che prenderà saldamente le redini del Movimento e lo condurrà verso la riscossa. Evviva, torna un capo politico che grazie al suo carisma e alle sue qualità eccezionali risolverà d’incanto ogni problema. Un capo indiscusso che ridisegnerà il Movimento a tavolino, gli donerà un nuovo profilo, una nuova rotta, una nuova collocazione e poi la comunicherà al popolo a 5 stelle che già attende fremente la nuova novella. Grazie alla leadership illuminata di Giuseppe Conte il Movimento troverà una nuova identità politica ma anche culturale e recupererà la centralità che merita. Già, e basta con le faide intestine e i dissidenti e i rumorosi…

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Giorgia Meloni Premier e l’incognita Conte

Tommaso Merlo

Se continua così l’unico risultato dell’ammucchiata sarà l’incoronazione di Giorgia Meloni a Presidente del Consiglio. Lo confermano già i primi sondaggi. La destra vola trainata dalla sua eroina. La Meloni dovrà solo rimanere coerente e attendere che gli altri partiti precipitino nel pozzo nero scavato da Draghi. Sarà così che finalmente a guidare l’Italia sarà una donna anche se espressione della peggiore destra di sempre. Salvini del resto alla lunga si è dimostrato come tutti gli altri, cambia idee e identità come le scarpe. La Meloni invece ha radici profonde nella destra sociale e che sia davvero “nera” lo si capisce soprattutto dai “fratelli d’Italia” sparsi per lo Stivale, molto meno abili a ricamare in politichese. La Meloni raccoglierà i delusi di Forza Italia e della Lega che si son messi ad inciuciare con l’odiata “sinistra” per abbattere una “dittatura sanitaria” che esisteva solo nella loro propaganda. Ma la Meloni…

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No alla fiducia a Draghi

Tommaso Merlo

Dalle consultazioni il Movimento è uscito umiliato. Nonostante abbia la principale forza parlamentare, nel nascente governo il Movimento ha ottenuto una rappresentanza del tutto sproporzionata e marginale. Una palese ingiustizia anche democratica. Draghi ha ignorato il peso politico del Movimento in parlamento e di conseguenza di tutti gli elettori che il 4 marzo lo hanno votato. La base del Movimento è furiosa ed ha tutte le ragioni del mondo. Chiede che i portavoce del Movimento non votino la fiducia al governo Draghi in parlamento. I portavoce sono ancora in tempo e non devono sprecare questa ultima occasione. La pancia del Movimento ribolle. Sono furiosi sia quelli che su Rousseau hanno votato “no” all’ammucchiata, sia quelli che hanno votato “sì” magari per disciplina o per fiducia nei grandi capi o perché han creduto alla grande svolta green ed oggi scoprono che il nuovo governo non prevede affatto il super ministero della…

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Salvini, la pura del voto e l’ammucchiata

Tommaso Merlo

Salvini al di là delle chiacchiere ha paura del voto. Una paura più che comprensibile. Per lui questo sarebbe il momento peggiore per conquistare gli agognati pieni poteri. Salvini si ritroverebbe infatti a governare una fase molto complessa che metterebbe a dura prova le sue qualità di statista ma soprattutto una fase che non gli conviene politicamente. Se diventasse premier oggi, Salvini sarebbe costretto a proseguire la politica del governo Conte sia nell’affrontare la crisi sanitaria che quella economica. Questo perché nonostante mesi di sciacallaggio, non vi sono in realtà idee e strategie alternative e migliori a quelle adottate per gestire l’emergenza fino ad oggi. Tranne quella di trasformare l’Italia in un lazzaretto come han fatto i suoi amichetti sovranisti in giro per il mondo. Ma Salvini non ne avrebbe il coraggio e i suoi alleati di governo non glielo permetterebbero. Ma non solo. Se agguantasse i pieni poteri oggi…

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Conte, le caste e un altro 4 marzo

Tommaso Merlo

Giuseppe Conte gode di vasto consenso popolare ma vecchia politica e stampa al seguito vogliono sbarazzarsi di lui in piena pandemia e senza uno straccio di motivo. Se dovessero riuscirci, il disprezzo dei cittadini verso le caste riesploderebbe in un altro 4 marzo ancora più veemente e sacrosanto. Del resto che certa vecchia politica e stampa al seguito siano ancora sulla scena è già dura da digerire, che addirittura ostacolino il cambiamento chiesto a gran voce dai cittadini e trascinino il paese in un folle pantano, è davvero intollerabile. Anche se non certo sorprendente. Per le caste il 4 marzo è acqua passata e dopo quasi tre anni di boicottaggio scalpitano per tonare alla normalità. Del resto non son capaci di cambiare e soprattutto non vogliono farlo visto che non gli conviene. Temono di venir tagliate fuori e di perdere il loro potere e le loro prebende. La loro non…

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L’agognata fine di Conte e il cambiamento

Tommaso Merlo

Il passaggio parlamentare lo ha confermato, a certa politica non importa nulla della pandemia e delle sofferenze dei cittadini. Vogliono giusto la fine di Conte e riprendersi il potere, vogliono tornare alla normalità partitocratica, tutto il resto son dettagli. Lo vogliono i sovranisti affamati di potere che con la bava alla bocca si avventano su questa opportunità insperata. Lo vogliono certe frattaglie della maggioranza che intossicate di egopolitica cercano meschine rivalse. Tutti ad accusare Conte di poltronismo, ma quello del premier è palese senso di responsabilità. Gestire una pandemia non è una vacanza e a differenza dei presunti onorevoli che agognano la sua fine, Conte un lavoro ce l’ha e facendo il premier si sta pure impoverendo invece che arricchendo. Dopo il secondo tradimento sofferto, era assurdo pretendere che Conte abbandonasse la nave in tempesta. Un tentativo di trovare una nuova maggioranza in parlamento andava fatto e questo per il…

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